L’attraversamento del piccione

7:30 sto ancora saltando a zoppino in giro per casa tentando di infilarmi il mio stivaletto che si è incastrato col mio tallone ossuto. Riesco nell’impresa: lo stivaletto ha finalmente ceduto al mio andamento sobbalzante. M’ infilo cappotto e berretto, arraffo le chiavi dal portaspiccioli e chiudo, con un movimento degno di Roberto Bolle, la porta dietro le mie spalle senza nemmeno voltarmi per un’occhiata di controllo. È maledettamente tardi e il mio motorino ha deciso che è giunto il momento di ingolfarsi. Sì, penso proprio che il mio motorino abbia una coscienza, anzi un vero e proprio spirito sarcastico. Unica opzione possibile l’autobus, con la sua flemma sarà per oggi il mezzo che mi accompagnerà a lavoro. Devo confessare che da qualche anno mi sono imborghesita, ovvero da quando sono copropretaria del motorino dotato di spirito, ho iniziato a guardare la grande scatola arancione con superiorità. Tutta quella gente appiccicata, le fermate ogni cinquanta metri, l’obliteratrice priva d’inchiostro. Ricordi del lontano liceo che questa mattina riprendono drasticamente forma nella mia vita. Le porte dell’autobus si aprono e una mandria imbufalita di studenti si catapulta sul marciapiede, io cercando di schivare la furia giovanile mi faccio un piccolo varco e salgo. Lo spazio vitale all’interno è limitatissimo, mi sento come una sardina in scatola. Inizio la mia crociata verso l’obliteratrice, che da lontano mi guarda sogghignando. Timbro il biglietto… Ahhhhhhhhh no! Sono le 8.45, aiuto! La mia mente inizia a impazzire, penso alle poche possibilità che ho per arrivare in orario, forse in questi anni il trasporto pubblico fiorentino si è dotato di super razzi o del teletrasporto…inizio a guardare freneticamente l’orario, ad ogni sguardo sono sempre più in ritardo, i minuti hanno deciso di accorciarsi stamani. Ma alla fine ci siamo, ecco… la vedo laggiù, la mia fermata. Calcolo a mente tutti i miei passi per poter ottimizzare qualche decimo di secondo. Mi sposto verso l’uscita, mi posiziono per il rush finale ed ecco che…..ma che succede? Perché l’autobus si è fermato senza ragione a dieci metri dalla fermata? Un incidente? No. Cataclisma? Non mi sembrava! La rabbia si impossessa di me, mi catapulto verso l’autista per dirgliene quattro, non ci si può fermare senza ragione a pochi metri dalla mia fermata se io sono ritardo! Arrivo al vetro, mimo la mia faccia a saccente, sto per iniziare il mio sproloquio,abbasso gli occhi infuocati pronta per incenerirlo….e vedo uno spettacolo: l’autista si è fermato per far attraversare un piccione. In un primo momento quella visione cozza con la mia inderogabile urgenza, cosa mi importa di un piccione che attraversa quando io ho mille impegni e cose inportanti da fare? Ma al secondo sguardo capisco cosa sto guardando: uno spettacolo irripetibile. L’autista ha scelto di rispettare la precedenza del piccione con la sua lentezza e la sua goffaggine. Si è fermato a guadare cosa succede fuori, conscio che la sua scelta avrebbe suscitato le ire di qualche “frenetico” ha comunque rispettato quello che i suoi occhi vedevano, un piccione che attraversava. Ma cosa significa? Beh forse nulla o forse tutto. Significa che l’autista intessuto, come tutti noi, nella mondanità del mondo ha comunque la saggezza di guardare fuori, di estraniarsi da tutti quei “devo” per contemplare lo spettacolo celato ai ciechi come me. L’autista ha lasciato che prendesse forma un tempo diverso, lento e goffo, come il piccione. Un tempo che noi ci rifiutamo di vivere e di contemplare. I suoi occhi non hanno visto un pennuto che ingombrava il passaggio, ma al contrario un piccione cicciottello che lentamente attraversava la strada. Sono questi gli occhi del piccolo principe che s’interroga sull’utilità delle spine di rosa, sono gli occhi di chi guarda cosa il mondo racconta ogni giorno. Ecco cosa quotidianamente, immersa nei mille “impegni e doveri”, mi perdo del mondo qui accanto a me. Ma ogni tanto un piccione attraversa la tua strada e ti ricorda che ogni storia è lì per te, se hai occhi disposti a guardare.
image

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s